ANCHE SANDRO DE ALEXANDRIS NELLA COLLEZIONE Mo.C.A. - Comune di Montecatini Terme

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ANCHE SANDRO DE ALEXANDRIS NELLA COLLEZIONE Mo.C.A.

 

E’ Stanza XLIX, 2016, Olio e pastelli su tela, cm 145X100 del torinese Alessandro De Alexandris l’ultima opera che fa il suo ingresso al Mo.C.A. grazie al progetto “Florilegio Italiano – Artisti invitano Artisti”. Oltre quaranta i Maestri che hanno accolto l’invito ad aderirvi donando opere che stanno facendo crescere, anche in prestigio, la già importante collezione permanente della Galleria Civica montecatinese.

De Alexandris, classe 1939, è tra questi uno dei più poliedrici.

La sua brillante carriera è infatti costellata da molte fasi, indagini – e scoperte – continue di quel linguaggio senza limiti che è la pittura.

I primi anni ’60 sono caratterizzati dall’astrazione radicale in cui l’artista privilegia la visione interiore, la tensione poetica, le suggestioni del colore e della luce.

Nel 1964 nascono le Carte Piegate, nude presentazioni di segni lineari schematici tracciati sulla carta tramite pressione o piegatura.

La serie Misure di spazio, tavole incise o lamiere attraversate da solchi e aggetti, sempre orizzontali, secondo una metrica calibratissima, viene esposta allo Studio UND di Monaco di Baviera nel 1967.

Tra il 1966 e il 1969 progetta e realizza la serie TS, ovvero tempo-spazio, opere collocate a parete o a terra, ma di natura ambientale, dalla forte presenza plastica, realizzate alternativamente in ferro, poliestere o laminati plastici.

Del periodo 1974-1978 è il ciclo t/n, in cui t in minuscolo sta per il tempo relativo e n è il neutro dell’indeterminato in matematica. Si tratta di cartoni bianchi solcati da incisioni minime, fitte e ripetute con regolarità, effettuate mediante un bisturi e con l’aiuto di un righello opere in cui la riduzione percettiva caratterizzante gli ultimi anni è qui portata alle conseguenze ultime.

Negli anni ’80 De Alexandris sposta l’attenzione verso spazi orizzontali, con i Trittici, anche se, a differenza dell’impostazione tradizionale, le tre parti non risultano realmente separate, risultando così concatenate logicamente. Da qui prende il via una serie di opere realizzate mediante sovrapposizione di carte colorate e tele che portano l’artista a un ritorno verso la pittura.

Misura è la parola-chiave per comprendere il lavoro di De Alexandris. Ogni scelta è oculata e funzionale al risultato da ottenere. Utilizza materiali caldi (legno e carta) ma anche lamiere per eliminare il superfluo e strutturare in modo elementare una superficie che non vuole essere oggetto bensì possibilità.

Un curriculum professionale di tutto rispetto, quello dell’artista torinese: il suo lavoro è stato esposto e divulgato in numerose esposizioni in Gallerie e Musei di città italiane ed europee: Torino, Milano, Roma, Parigi, Zurigo, Colonia, Monaco, Francoforte, Genova, Bologna, Trieste, Graz, Basilea, Berna, Losanna, Londra, Philadelphia, Mainz, Coblenza, Hannover, ecc.  e vasta anche la letteratura critica che riguarda la sua produzione.


 


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