Descrizione
Dal 22 marzo al 7 giugno 2026 la Galleria civica MO.C.A. di Montecatini Terme ospita la prima grande mostra Galeazzo Nardini. Arte Sciopero, dedicata a una figura eclettica e radicale del panorama artistico internazionale, incentrata sul suo progetto più audace e identitario: “Arte Sciopero”.
L’esposizione, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, è promossa dal Comune di Montecatini Terme in collaborazione con l’Archivio Galeazzo Nardini e prodotta da Contemplazioni.
A cinquant’anni esatti dall’inizio dello sciopero (1976), il MO.C.A. rende omaggio a Galeazzo Nardini (Pescia, 1938 – Massa e Cozzile, 2016). Nel contesto sociale e artistico della sua epoca, dominato dal minimalismo e dall’arte concettuale, nel 1976 Galeazzo, già noto per le sue collaborazioni con artisti come Ben Vautier e Giuseppe Chiari, concepì l’idea di uno sciopero artistico ininterrotto. Una protesta solitaria contro lo sfruttamento degli artisti e la censura, che lo portò a rinunciare definitivamente alla vendita delle proprie opere.
Celebrare i 50 anni dall’inizio dello sciopero di Galeazzo a Montecatini, città dove ha vissuto e operato intensamente riuscendo a collegare la Toscana alle grandi capitali internazionali del contemporaneo, significa restituire valore a un artista che ha fatto della coerenza e della provocazione la sua unica ragione di vita.
L’ARTISTA
Galeazzo Nardini si afferma sulla scena artistica italiana tra gli anni Sessanta e Settanta, distinguendosi per un lavoro poliedrico in cui la sperimentazione pittorica si affianca gradualmente a una pratica profondamente concettuale radicalmente refrattaria a ogni forma di categorizzazione, che culmina nel suo SCIOPERO. Dalla pittura alla sperimentazione sul corpo, sul comportamento, attraverso la pratica performativa, la fotografia e il video (tra gli altri, 1973, Autoesposizione, Musée du Louvre, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Galleria degli Uffizi, Salone del Dugento e Giotto; 1974, Il mondo è un’opera d’arte in divenire, a cura di Achille Bonito Oliva, Contemporanea-Area Aperta, Roma), Galeazzo ha scandagliato diverse modalità espressive, compreso lo spazio collettivo artistico. È infatti il 1974 quando, a Montecatini Terme, fonda lo spazio espositivo M³ 151 Spazio Alternative 2 in corso Roma, 34. La galleria opera come snodo attivo nella rete delle avanguardie internazionali degli anni Settanta, ospitando performance, esposizioni, azioni e talk. Tra gli artisti che hanno avuto rapporti con la galleria, attraverso interventi site-specific, esposizione di opere o corrispondenza con Galeazzo, risultano documentati: Ben Vautier, Giuseppe Chiari, Jean Clareboudt, Claudio Costa, Peter Vogel, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Michelangelo Pistoletto, Claudio Parmiggiani, Emilio Prini, Gerhard Richter, Urs Lüthi, Wolf Vostell, Andy Warhol, Gianni Bertini, Lanfranco Baldi, Guglielmo Achille Cavellini, Aldo Rostagno, Sarenco, Abraham David Christian, Fischer, Miller & Cameron, Tobas.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Un articolato percorso espositivo scandito da 4 sale e oltre 120 opere - molte esposte al pubblico per la prima volta -, concepito dal curatore Cesare Biasini Selvaggi come un’installazione totale, offre una prospettiva coinvolgente sui quarant’anni (1976 – 2016) durante i quali Galeazzo Nardini ha trasformato la parola “SCIOPERO”, mettendo in luce una straordinaria e inedita performance artistica permanente. Dalla proclamazione dello SCIOPERO nel 1976 per i successivi 40 anni, fino alla morte nel 2016, la sua intera produzione artistica consistette nel dipingere, scrivere o incidere un’unica parola: SCIOPERO. Un gesto dirompente volto a denunciare la mercificazione dell’arte.
Montecatini Terme con Galeazzo Nardini diviene teatro di vere e proprie performance estese allo spazio urbano, come Manifesto/Manifestino, svoltasi nel settembre del 1976, da cui l’artista realizza un Film Super 8, recentemente digitalizzato e restaurato da Luca Immesi, proiettato per la prima volta al pubblico nella quarta sala della mostra.
Il percorso espositivo termina con la sezione dedicata ad un estratto del film-documentario “ARTE SCIOPERO” diretto da Luca Immesi, scritto e prodotto con la figlia dell’artista Hélène Nardini, che esplora la vita di Galeazzo Nardini, evidenziando come l’ARTE SCIOPERO abbia pervaso ogni aspetto della sua esistenza.
ARTE SCIOPERO
Degli artisti e movimenti che hanno fatto dello sciopero la loro cifra stilistica o il loro strumento di antagonismo e protesta (Gustav Metzger, Lee Lozano, Stewart Home, Art Workers Coalition), la pratica di Galeazzo Nardini è stata la più radicale e longeva delle arti visive contemporanee, senza mai abbandonare il mondo dell’arte.
Nel 1976 Galeazzo Nardini idea il suo sciopero e lo avvia l’anno seguente. «Se tutti gli artisti si mettessero in sciopero e formulassero delle utopiche richieste e, solo se queste venissero accolte, riprenderebbero a produrre arte. Se l’utopia fosse una pratica quotidiana.», è la sua dichiarazione programmatica.
«Proclamando lo sciopero nel 1976 e scrivendo ossessivamente solo la parola SCIOPERO fino al giorno della sua morte, Nardini non è “uscito” dal perimetro del fare arte ma, per dirla con categorie del filosofo contemporaneo Giorgio Agamben, ha “disattivato” il dispositivo della produzione artistica. Il suo è stato l’atto di rendere inoperosa una funzione specifica (l’eseguire oggetti per il mercato) in favore della pura potenza della creazione», dichiara Cesare Biasini Selvaggi.
Galeazzo scriveva SCIOPERO su qualsiasi supporto gli capitasse tra le mani, trasformando l’astensione dal mercato in una “performance totale” durata tutta la vita all’interno del perimetro dell’arte, della sua ricerca e pratica. Dal 1976 al 2016, la parola SCIOPERO smette di essere un’azione e diventa pertanto un’immagine artistica, potentissima.
Scrivere ovunque SCIOPERO significava per Galeazzo affermare: Io sono qui, ma non sto giocando secondo le vostre regole. È una forma di sabotaggio implacabile, ma sempre gentile.
Il costante dialogo con curatori e colleghi dimostra che il suo SCIOPERO è stato una forza critica e propositiva interna al mondo dell’arte. Galeazzo Nardini aveva percepito in anticipo i mutamenti incipienti del suo tempo: l’emersione della Transavanguardia e, soprattutto, l’avvio di quelle operazioni commerciali che avrebbero modificato per sempre il mondo dell’arte, privandolo di quella spinta, radicale quanto rivoluzionaria, degli anni Sessanta.
ORARI DI APERTURA
La mostra, con ingresso gratuito, è visitabile dal 22 marzo al 7 giugno 2026 presso la Galleria civica MO.C.A.
Orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 12:00, sabato e domenica dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30 (fino al 28 marzo), dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:00 (dal 29 marzo). CHIUSO IL LUNEDÍ.
Per info: MO.C.A. 3667529702 (in orario d’apertura) - mocamct@gmail.com
Ufficio cultura 0572918299 (lunedì-venerdì 9:30-12:30/martedì e giovedì anche 15:00-17:00) - cultura@mct.it
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Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2026, 10:07